Versetti

"Io benedirò l'Eterno in ogni tempo; la sua lode sarà del continuo nella mia bocca". Salmo 34:1

sabato 23 luglio 2011

Daniele

Daniele era un bambino ebreo e la sua storia ebbe inizio, molto tempo fa, quando fu deportato assieme ai suoi connazionali.
Infatti, a causa della disobbedienza del Suo popolo, Dio permise che un re nemico invadesse la terra d'Israele, conquistandola e deportando le persone superstite nel suo regno, a Babilonia.
Sicuramente i genitori di Daniele morirono in quella occasione.
Anche Daniele, poco più che un ragazzino, fu costretto a lasciare il suo paese, con alcuni suoi amici, come prigioniero nel regno babilonese, governato da Nabucodonosor.
Daniele trascorse la sua giovinezza proprio nella corte del re e fu istruito nelle varie discipline di quel tempo.

Passava il tempo e Daniele cresceva in statura e in conoscenza tanto da diventare il primo funzionario del re di Babilonia.
Oltre ad essere istruito nelle cose del regno e ad impegnarsi per gli affari del re di Babilonia, Daniele si dedicava allo studio della Parola di Dio e alla Sua devozione, ricevendo da Dio il dono dell'interpretazione dei sogni.
Così Daniele cresceva in grazia davanti a Dio ed era molto rispettato a corte, e questo non gli impediva di dedicarsi alle cose di Dio.
Lui non si atteneva agli usi e costumi del luogo dove risiedeva e non mangiava i cibi che erano proibiti da Dio.
Daniele amava Dio e trascorreva molto tempo con Lui, con preghiere, digiuni, contemplazione e lettura della Bibbia; in tutto e per tutto era fedele a Dio e ai Suoi comandamenti.

Il tempo passava e i regni si susseguivano, infatti i Medi e Persiani nel 539 a.C. conquistarono l'impero babilonese e divennero i padroni di quelle terre, anche i funzionari di corte furono loro assoggettati e di conseguenza anche Daniele.
Il re Dario notò subito la bravura di Daniele, apprezzando i suoi consigli e il suo modo di amministrare gli affari di corte.
Tra il re e Daniele si è instaurato subito un buon rapporto e questo purtroppo fece sorgere delle invidie da parte di altri funzionari del re; alla fine questi escogitarono un piano per togliere di mezzo Daniele.
Per mezzo di un inganno costrinsero il re a promulgare una legge dove si vietava, nell'arco di un tempo stabilito, ad alcun suddito di rivolgere richieste e favori a chiunque, uomo o Dio, all'infuori del re.

Un giorno, nella sua abitazione, mentre rivolgeva la sua preghiera a Dio, come era solito fare ogni giorno, venne arrestato con l'accusa di aver trasgredito la legge del re di Persia.
Il re Dario, a malincuore, fu costretto ad infliggere la pena a Daniele: essere sbranato dai leoni. Così Daniele fu calato nella fossa dei leoni e, chiusa l'apertura, andarono via tutti, anche il re.
Daniele, fedele a Dio, non si scoraggiò e affrontò questa grande prova tra i leoni, e il Signore non lo abbandonò.
Il re, da parte sua, non poteva prendere sonno, pensava sempre a Daniele e a come era stato costretto a quel gesto insano.

L'indomani mattina, il re per primo si recò alla fossa e chiamò Daniele; lui sperava in un miracolo, perché aveva sentito parlare, da Daniele stesso, come Dio è potente, può fare tutto e come viene in favore di coloro che Lo temono.
Infatti, tolta la pietra, si presentò loro una scena straordinaria: Daniele vivo con i leoni attorno a lui, docili come dei gattini.
Il re fece uscire subito Daniele dalla fossa e comandò che vi fossero gettati i suoi accusatori, i quali, però non furono risparmiati dai leoni... avevano digiunato solo per una notte.
Questo fatto consolidò ancor di più la fede di Daniele e anche quella del re Dario, il quale comprese ed accettò che il Dio di Daniele era il più grande e il più potente fra tutti gli dei che si adoravano nel suo regno, infatti solo il Dio di Daniele (come anche il nostro, oggi) è il vero e unico Dio, mentre tutti gli altri sono solo idoli muti.
Cosa possiamo imparare dal profeta Daniele?
In qualsiasi situazione ci troviamo, in qualunque posto ci troviamo, dobbiamo rimanere fedeli al Signore, e Lui ci aiuterà in ogni situazione e difficoltà in cui ci possiamo trovare, perché saranno delle prove per testimoniare la Sua fedeltà, il Suo amore e la Sua potenza, per manifestare la Sua Grazia su di noi.

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